mercoledì 8 agosto 2007

Gli Alani prima del 1066


Le prime fonti scritte aventi come oggetto il popolo degli Alani giunte fino a noi sono di origine prevalentemente greca e cinese: Strabone ne parla infatti nelle sue opere, dove descrive gli Alani come un popolo di pastori e cacciatori dediti alla guerra e alla razzia; lo storico afferma che gli "Aorsi" potevano facilmente armare 200.000 arcieri a cavallo, tramite i quali controllavano le vie carovaniere che collegavano l'Impero Persiano alla Cina: lungo questa direttrice gli Alani commerciavano monili in oro, oggetti prezioni dell'India, cammelli e stoffe.
Lo storico cinese Sima Quian (100 a.C. circa) li descrive ancora come nomadi e grandi allevatori di cavalli, ma Ammiano Marcellino li colloca già nella loro dimora definitiva, tra il Mar Caspio ed il Mar Nero (pur parlandone anch'egli come un popolo di grandi guerrieri, alti e dagli occhi azzurri e feroci, abilissimi cavallerizzi). Nel primo secolo dopo Cristo, seguendo le migrazioni degli Sciti, gli Alani invadono la Media e l'Armenia dove sconfiggono i rispettivi eserciti e ne razziano i territori prima di far ritorno in Ossezia. Dopo alcune infruttuose campagne romane volte a pacificare la regione (come quella di Flavio Arriano), gli Alani devono fare i conti con la minaccia più grave mai affrontata nella loro storia: l'invasione degli Unni nel 370 d.C. Sconfitti e dispersi, alcuni gruppi di Alani seguono le vie migratorie barbariche verso occidente dove partecipano attivamente negli scontri contro le popolazioni indigene ottenendo rispetto e ammirazione (vedasi i commenti di Gregorio di Tours ad una battaglia tra i Franchi e i Vandalo-Alani nel Liber Historiae Francorum). Una vasta parte del popolo alano rimane però nella terra natia, godendo di una certa indipendenza sotto il dominio unno e sviluppando una serie di unioni matrimoniali e territoriali che porteranno alla nascita del Principato di Alania nel Medievo. Divenuti ormai una forza consolidata nell'area gli Alani entrano in contatto con l'Impero Bizantino, per il quale combattono spesso come mercenari ottenendo anche in questi lidi fama e onore, al punto che Aspar, uno dei loro capi, viene scelto come Magister Militum dell'Impero nel 460.
Nell'ottavo secolo sorge quindi il Principato di Alania, nato dall'unione delle diverse tribù e città alane nell'Ossezia. La nuova entità politica deve subito confrontarsi con un nuovo nemico, il potente khaganato del Khazar, e solo con l'aiuto dei bizantini gli Alani riescono a respingere il nemico nel 900 d.C. E' in questo periodo che i principi ed i dignitari alani abbandonano la fede ebraica per convertirsi al cristinesimo ortodosso.
Rafforzatosi dalle dure prove sostenute, il Principato esce lentamente dall'orbita bizantina e, forte della propria indipendenza, si prepara ad affrontare il futuro a viso aperto.
Qui ha inizio la nostra storia, a Maghas, capitale del regno Alano, nel gennaio del 1067 d.C.

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